Critiche al governo Svedese per il blocco dei casinò online

Il Governo Svedese si sta preparando a creare un filtro internet per bloccare l’accesso ai casinò online da parte dei suoi cittadini. Ma molti gruppi d’opinione stanno condannando questo divieto verso i casinò online, poiché lo vedono come una sorta di censura. Il progetto prevede di richiedere ai provider di servizi internet di filtrare i siti stranieri di gioco d’azzardo online. Un’agenzia governativa sarà incaricata di decidere quali siti dovranno essere vietati e di notificarli agli internet provider.

Ma nel periodo di pre-attuazione, previsto per poter raccogliere i feedback dei cittadini, una serie di gruppi politici, di affari, e civili hanno criticato il blocco del gioco su internet. Jon Karlung, direttore generale di Bahnhof, il più grande internet provider del Paese, si chiede se sia saggio consentire al governo di decidere quali siti le persone possono visitare. Ha anche definito il progetto come un’evidente censura e ha detto che questo è il primo tentativo in assoluto in Svezia di censura di internet, che dovrebbe essere fermato prima di arrivare ad una china pericolosa.

L’Agenzia Svedese per le Poste e le Telecomunicazioni, un ente governativo, ha dichiarato che il gioco d’azzardo online non è illegale, e si chiede come mai un’attività legale dovrebbe essere vietata. Nella loro risposta scritta al progetto, i rappresentanti dell’agenzia hanno dichiarato “le norme potrebbero portare a limitazioni alla libertà di parole degli individui”.

I giudici dell’Alta Corte di due provincie Svedesi hanno scritto “Quello che si dove considerare con attenzione è che non ci sono norme simili in nessun altro settore della normativa Svedese.” Hanno inoltre aggiunto che avviare un programma di filtraggio per uno scopo, porterà inevitabilmente all’ampliamento dei blocchi anche su altre aree. Il Ministero delle Finanze ha detto che forse il divieto si spinge un po’ troppo in là, e l’Agenzia per lo Sviluppo Amministrativo ha affermato che l’effetto potrebbe essere quello di mettere a tacere la libertà di parola.

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